Dalla parte di Caino

di ANNA CASULA

L’abbraccio tra padre e figlio ne La valle dell’Eden di Elia Kazan

Come in Gioventù bruciata anche in questo film James Dean ricopre il ruolo del ragazzo ribelle, che si oppone alle regole del vecchio mondo, rappresentato padre, ed è alla disperata ricerca di se stesso. Cal si trova inevitabilmente bloccato tra due forze: da una parte il richiamo freudiano della morte del padre, dall’altra alla disperata competizione col fratello per le attenzioni paterne. Questo conflitto interiore esplode in una delle sequenze più celebri del film, ovvero durante la festa a sorpresa per il compleanno di Adam.

Cal è riuscito a riguadagnare la somma persa dall’azienda del padre grazie alla vendita di fagioli, che a causa dell’entrata in guerra degli Stati Uniti hanno avuto un’impennata del prezzo di mercato. La tensione è palpabile: Cal vuole che sia tutto perfetto e chiede alla fidanzata del fratello, Abra, di aiutalo ad allestire la festa e impacchetta la somma, impaziente di vedere la reazione del padre. Ma qualcosa di inaspettato accade, Aron, che fino a quel punto era rimasto in un punto buio della sala, lontano dai colorati festoni, decide di sovrastare le intenzioni del fratello e annuncia il suo fidanzamento con Abra. Quella frase è come l’accensione di una miccia. Qualcosa nell’aria è cambiato, Cal si rabbuia e la sua figura si rattrappisce su se stessa: nessun regalo potrà mai competere con una notizia simile. Per Adam il fidanzamento del figlio vuol dire tutto per lui, rappresenta il suo riscatto personale,la costruzione della famiglia che lui non ha mai potuto avere.

Eppure non è tutto perduto, Cal dona il pacchetto di soldi al padre, tutto curvo con lo sguardo basso senza nascondere un certo orgoglio, spiegandogli come avesse fatto a procurarsi quei soldi. Ma Adam inaspettatamente rifiuta: la sua morale gli impedisce di accettare quei soldi frutto della speculazione su una guerra che sarà fatale per tanti giovani. Kazan a questo punto gioca con il campo-controcampo tra padre e figlio: mentre Carl cerca di convincere il genitore della sincerità delle sue azioni, con lo sguardo sempre più cupo e rivolto verso il pavimento, la rabbia di Adam monta sempre di più e solo l’intervento di Abra riesce a calmarlo. Ed è in questo istante che compare la sequenza con la quale ancora oggi identifichiamo questo film. In questo momento James Dean esce dal copione, recitando il suo Cal e inizia a improvvisare.

Accasciato sul tavolo, in preda a una disperazione inconsolabile, Cal viene ancora una volta paragonato col fratello e vede sgretolarsi il suo estremo tentativo di catturare le attenzioni del padre. Decide di alzarsi spingendo i soldi contro il petto del padre, quasi cercando di strappargli un briciolo di affetto dal cuore, ma ormai tutto e perduto. Cal abbraccia piangendo il padre, una mossa disperata, alla ricerca di un appiglio paterno che non riesce a trovare. La scena dell’abbraccio era totalmente improvvisata, ciò rese ancora più autentica la reazione di Raymond Massey, Adam Trask, che non restituisce l’abbraccio rendendo la distanza tra i due ancora più insormontabile. In questo troviamo anche una notevole distanza tra due modi di intendere la recitazione: quello di Dean che privilegiava l’improvvisazione e quello di Massey, che invece aveva un’impostazione più classica.

L’attualità di questa scena è ancora oggi evidente: rappresenta tutti quei figli che si sono ritrovati a lottare contro padri che non sapevano capirli o apprezzarli, ma che allo stesso tempo amavano e ricercavano quello stesso amore. Questi padri sono la personificazione della nuova società degli anni Cinquanta, che cercava nuove vie per esprimersi e farsi strada nel dopoguerra, senza essere mai accettata. Anzi si ritrova a gettare via i propri sforzi non riconosciuti, come fa Cal con i soldi per il padre. Anche stilisticamente la camera sbilenca di Kazan ci fa capire che quello rappresenta un punto di rottura a livello di trama, un punto di non ritorno dove passato e futuro appaiono inconciliabili. L’abbraccio non ricambiato del padre scatenerà una serie di eventi che porteranno poi alla tragicità del finale.

 

La valle dell’Eden. Regia di: Elia Kazan; soggetto: dall’omonimo romanzo di John Steinbeck; sceneggiatura: Paul Osborn; fotografia: Ted McCord; montaggio: Owen Marks; musiche: Leonard Rosenman; interpreti: James Dean, Raymond Massey, Richard Davalos, Julie Harris, Jo Van Fleet; produzione: Warner Bros.; paese di produzione: U.S.A; durata: 118’; anno: 1955.

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